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BENEFICI DEL PORTARE O BABYWEARING

Neonati e bambini piccoli sono stati portati dai loro genitori dalla notte dei tempi, e ovunque nel mondo sono stati sviluppati molti e vari tipi di espedienti e di vestiti utili a portare, influenzati nella forma e nella funzione dalla cultura e dal clima delle diverse parti del mondo.

Il Babywearing è l’antica pratica di portare i propri figli addosso, appositamente sistemati in teli legati attorno al corpo a mò di marsupio.

Letteralmente vuol dire "indossare i bambini", "portarli" appunto, proprio come fareste con una maglietta o un maglione... semplicemente, avere i propri piccoli addosso, tenerli sul petto, sulla schiena, e poterlo fare in qualsiasi momento e in qualsiasi posto.

L’usanza di “indossare i bambini”, una realtà tuttora diffusissima presso le comunità rurali di Africa, Asia, Oceania e Sud America, dagli anni ’70 ha iniziato ad essere conosciuta ed apprezzata anche in Occidente per una serie di vantaggi.

PORTARE IL BEBE' E' FACILE…!

Non c'è bisogno di trascinarsi dietro passeggini e carrozzine….una fascia si mette facilmente in borsa.

I lavori domestici diventano incredibilmente facili da svolgere, mentre tante mamme si lamentano di quanto sia impossibile.

Non si è legati a casa per il sonnellino del pomeriggio o per le poppate, perché il bambino è sempre con la mamma, dovunque vada.

Si risparmia una fortuna in baby-sitter, e se ne ha in cambio un bimbo soddisfatto, felice e indipendente.

Lo stretto contatto che si riesce ad instaurare tra il bambino e chi se ne occupa risponde ad uno dei suoi bisogni più intimi, quello di vicinanza e di contatto. Rispondere a questo bisogno, anche attraverso la pratica del portare, non solo non vizia il bambino ma lo rende più appagato e più sereno. Il bambino rivive l’esperienza rassicurante della vita intrauterina, inoltre a contatto con la madre può scoprire il mondo da una base protetta.

Con la crescita il bambino, avendo potuto sperimentare una base solida e sicura, potrà affrontare il mondo e i nuovi incontri con tranquillità e autonomia. Inoltre grazie alla ritmicità e alla ripetitività dei movimenti e della voce della mamma il bambino sviluppa una migliore coordinazione del movimento degli arti e questo facilita lo sviluppo del sistema psicomotorio. È irreale pensare che i bambini si abituino troppo a stare nella fascia e poi non vogliano più stare in passeggino, in culla, e non camminino più.

I bambini portati, infatti, difficilmente diventano dei bambini viziati, piuttosto sono bambini maggiormente consapevoli dei propri bisogni e più capaci di esprimerli, perché sanno di trovare un adulto capace di comprenderli e ascoltarli. Per questo motivo i bambini portati hanno “le idee chiare”, che sanno chiedere ciò di cui hanno bisogno. Questo non vuol dire che fanno i capricci, ma che esprimono dei bisogni, spesso profondi (contatto, rassicurazione, contenimento, affetto). Un bambino ascoltato e soddisfatto nei suoi bisogni più profondi sarà poi anche un bambino più sereno, più disponibile ad affrontare nuove sfide e nuovi incontri e quindi più autonomo.

Il neonato

I bisogni del neonato sono quelli di sentirsi rassicurato, protetto e contenuto. Questo gli viene assicurato tramite il contatto con la mamma la quale è anche il suo alimento.

Il neonato vicino alla sua mamma si ritrova nell’ambiente a lui più familiare, conosciuto: c’è lo stesso odore, lo stesso battito che conosce già, perfino i germi e batteri che si trovano sul corpo della madre gli sono “familiari”, in termini di capacità difensive. Questo sarà quindi il suo primo approccio al mondo esterno, che è il modo meno traumatico e il più rassicurante per lui.

I prematuri e i bambini di peso piccolo spesso non hanno ancora completato tutti sviluppi alla nascita, il contatto fisico gli permette di continuare la crescita in sicurezza, attaccati alla mamma. Il battito cardiaco, il respiro e la temperatura corporea si regolarizzano automaticamente a quelli della madre, la SIDS colpisce meno frequentemente.

Facilita l'allattamento a richiesta.

I bambini portati piangono meno

Portare con la fascia favorisce la comunicazione tra mamma/papà e bimbo. La mamma che “indossa” il suo bambino è più tranquilla perché riesce a capire e soddisfare subito i bisogni del proprio bebè: viene trasmesso calore, protezione, nutrimento, tenerezza. Di conseguenza anche il bambino è più tranquillo, piange meno, si sente rassicurato e si abitua meglio al mondo esterno perché il corpo della madre continua ad essergli vicino. Piange meno perché non ha bisogno di piangere, quindi di richiamare attenzione e contemporaneamente impara a credere nei propri segnali: un'esperienza fondamentale per la costruzione di una salutare fiducia in sé stesso, mentre viene evitata l'esperienza della debolezza, causata dalla mancanza di risposta o da una risposta ritardata, giacché viene dopo un'esitazione, ai primi segnali di bisogno, con il conseguente pianto.

È molto importante che il bambino riceva una risposta immediata ai segnali che invia, perché questo gli insegna a fidarsi dei suoi genitori e influenza positivamente la sua capacità interattiva all'interno e all'esterno della famiglia.
Un bambino frequentemente portato vicino vive meno tempo nell'esperienza negativa e questo è molto importante per le sue aspirazioni nella vita futura. Aumenta, per contro, il tempo di cui egli dispone per apprendere ciò che accade nella famiglia e nel mondo esterno, da una posizione che lo fa sentire sicuro e protetto.

Funzioni intestinali

Portare con la fascia aiuta a prevenire le coliche e a trattenere il reflusso e permette al bambino di rilassarsi più facilmente.

Educazione sociale

Il bambino nella fascia può seguire la mamma nei suoi spostamenti, percepisce meglio il mondo reale, ne diventa partecipe, può esplorare il mondo dall’alto e sentirsi coinvolto nelle attività e conversazioni degli adulti.

Il bimbo stretto alla madre sente tutti i suoi movimenti e ne è automaticamente cullato. I più grandi possono guardare oltre le spalle della madre per vedere che cosa sta facendo. Si pongono così le basi per le esperienze successive. Il bambino prende parte in maniera passiva alle azioni di che lo porta e questa partecipazione passiva costituisce la base per quella attiva che seguirà quando comincerà a trascinarsi, a gattonare e poi a camminare. Un bimbo che passa molto tempo in una culla ferma, guardando il cielo o l'interno di una carrozzina, è privato di molte esperienze precoci essenziali. Poiché ha bisogno di partecipare alla vita quotidiana, non è importante solo sedersi, guardarlo e dare risposte a ciò che chiede, ma condurre una vita attiva e rendervelo partecipe . Giocare una parte naturale nella nostra vita, è fonte per lui d'ispirazione e di stimolo.

UN BAMBINO MOLTO PORTATO SCOPRE I SUOI LIMITI. Dalla sua posizione sicura, stretto alla mamma, il bambino impara tutto ciò che lei fa. Assiste alla sua normale routine quotidiana e impara a prendervi parte con fiducia. La mamma non è ossessionata dalla preoccupazione di doverlo costantemente proteggere, mentre lui impara da solo e può giudicare molto meglio i possibili pericoli. Qui in Occidente abbiamo spesso pensato il contrario: il bambino deve al principio essere lasciato in disparte, da solo nella culla, nella carrozzina, nel seggiolino dell'auto; in questo modo, quando comincia a gattonare è indispensabile seguirlo sempre, con la conseguenza di proteggerlo in modo eccessivo. Lasciar andare è un'arte.

Ritmo giorno e notte

I bambini nelle prime settimane dormono e si svegliano solo per mangiare e per le funzioni fisiologiche. Riescono a distinguere il giorno dalla notte perché sono abituati al ritmo del corpo della madre. A volte, soprattutto se il bambino dorme da solo in una culletta, inverte i ritmi del giorno e della notte. Uno dei consigli dati per i genitori in questo caso è quello di portare il bambino per 24 ore: così il bambino riceve gli stimoli e le sensazioni che gli permetteranno di riequilibrare il ritmo del giorno e della notte.

Movimento

Dopo nove mesi all'interno del ventre materno i neonati non sono veramente compiuti; sono necessari altri nove mesi su di esso, dove continuano a sentire il battito del cuore della madre, il suo respiro e la sua voce, il calore del suo corpo e il movimento. Questa esperienza dà al bambino un senso di profonda sicurezza.

Il bambino riconosce questa situazione, che è in qualche modo correlata con l'organo dell'equilibrio. Situato dietro il timpano auricolare, esso ci consente di spostarci a destra e a sinistra, su e giù, avanti e indietro. Quando portiamo il bambino su di noi, egli si muove in tutte le direzioni mentre noi stessi lo teniamo in equilibrio: esattamente come nell'utero. Poiché egli si trova pressoché costantemente in movimento, il suo organo dell'equilibrio è costantemente stimolato. Alla nascita l'organo dell'equilibrio è particolarmente sensibile e i bambini sembrano effettivamente anticipare questi movimenti che, tuttavia, in una culla non possono sperimentare.

Sono anche avvantaggiati nello sviluppo del linguaggio, che è strettamente correlato allo sviluppo motorio e al senso dell'equilibrio, entrambi sollecitati al massimo. Inoltre il bambino vede il mondo dalla prospettiva dell'adulto: non deve costantemente alzare lo sguardo a persone più alte di lui, ma si trova all'altezza degli occhi della madre, con la possibilità di un contatto più equilibrato che incoraggia la sua autostima.

Il bambino portato si trova in una situazione di sicurezza e di tranquilla vigilanza. E questo è esattamente lo stato che lo rende più ricettivo, il più favorevole all'apprendimento e all'interazione con l'ambiente. Perciò portare è uno dei modi migliori per stimolare la naturale intelligenza dei bambini.

Sviluppo motorio

Il bimbo nella fascia sembra passivo, ma la realtà è diversa. Il suo corpo si muove insieme a quello della madre, ne percepisce ogni cambiamento. Continuano ad arrivare degli impulsi ai muscoli e ai sensi dell’equilibrio. Questo favorisce uno sviluppo armonico del movimento.

Portare con la fascia è caldamente consigliato dagli ortopedici. Le posizioni seguono la crescita del bimbo ed è sempre quella più adatta alla sua età. Le posizioni a gambe divaricate aiutano lo sviluppo delle anche (nelle culture africane la displasia non è conosciuta). Studi moderni hanno dimostrato che il movimento dondolante serve allo sviluppo cerebrale.

Mamme più felici

La depressione post-partum è meno frequente tra le mamme che portano il bambino. Il comportamento motorio del bebè stimola gli ormoni della maternità (prolattina e ossitocina) che hanno un effetto tranquillizzante sulla madre. Gli stessi ormoni servono anche per la giusta produzione di latte. Si aumenta l’attaccamento, la mamma vuole stare di più con il suo bebè. Portare non è faticoso, ma è gradevole e i genitori hanno bisogno del bambino tanto quanto il bambino ha bisogno dei genitori.

Le mamme che usano la fascia sono più soddisfatte perché imparano presto a gestire e capire meglio il loro bimbo e si instaura un rapporto ideale di fiducia. La maternità diventa più piacevole.

Il distacco dalla madre è più facile

Un bimbo portato nei primi nove mesi di vita è dunque contento, indipendente, ha una solida base di sicurezza e si stacca facilmente dalla madre. Crescere il bambino in modo naturale può dunque aiutare la madre a staccarsi più facilmente da lui. Una madre che segue appieno i suoi naturali istinti, e modula su di essi i suoi comportamenti, per esempio consentendo al suo piccolo un contatto costante (24 ore) e l’allattamento al seno, una madre che ha assecondato interamente il suo istinto materno, sarà capace, quando il figlio comincerà a gattonare, di lasciarlo andare e di essere felice dell’indipendenza che egli sta raggiungendo.

Spostamenti

È comodo all'adulto, non taglia sulle spalle, e il peso del bambino si distribuisce bene. Si evitano mal di schiena e mal di braccio.

Le mani sono libere, si possono continuare i vari lavoretti di casa e giocare con gli altri bambini.

È praticissima in ogni circostanza: al parco, al centro commerciale, al museo, sui mezzi pubblici e fare una gita non sarà più un incubo e accompagnare il fratello a scuola diventano più semplici.

I papà

Anche i papà possono portare. Per loro la fascia sarà uno

strumento ottimale per instaurare una relazione significativa 

e profonda con il proprio cucciolo, li aiuterà a cogliere un 

po’ dell’intensità che colgono nel legame che lega la mamma al 

suo piccolo.

Il porta-bimbo costituisce un’opportunità ideale per i padri, che

sono spesso lontani da casa (e che, dopo tutto, la natura non ha 

destinato a nutrire il bimbo al seno), per conoscere meglio il 

proprio figlio e per sviluppare con lui un forte legame interiore.

Non è sempre facile, per il padre, costruire un legame col figlio 

nei primi tre mesi, caratterizzati dal più intenso contatto con la 

madre. Portare il bambino dà al papà l’opportunità di condividere 

molto presto attività piacevoli con il figlio. E rappresenta per il 

bambino la possibilità di un’esperienza in più: un ritmo diverso nel 

camminare, un diverso battito del cuore, una voce più profonda, 

la sicurezza di una persona completamente diversa. Il bambino è 

felice di questa nuova esperienza, come il padre sarà certamente 

felice di aver trovato un canale di contatto col figlio.

Possono portare anche le altre figure che si occupano del bambino (nonni, baby-sitter, insegnanti di asilo nido) soprattutto se la mamma e il papà desiderano che il proprio piccolo, anche in loro assenza, possa godere di attenzioni e di un contatto rassicurante e prolungato.

LE POSIZIONI

Parlando di neonati e di bimbi piccoli, le posizioni che possono correttamente contenerli, proteggerli, sostenerli e rispettarli nella loro delicata fisiologia, sono sicuramente quelle sul davanti, pancia-a-pancia: a stretto contatto con il corpo della mamma.

Quando il bambino cresce e ci dà chiari segnali della suo bisogno di esplorazione, quando regge bene la testa e il tronco, allora (e solo allora) è pronto per poter essere spostato sul fianco o sulla schiena.

In queste posizioni, infatti, viene assecondata la sua esigenza di “apertura”, ma al contempo gli viene assicurata la possibilità di proteggersi e di rannicchiarsi verso il sempre confortante corpo della madre (o di chi lo porta).

Portare i bambini su Fianco e Schiena, consente loro di non riceve direttamente lo streaming di stimoli che il mondo impone (pensiamo, ad esempio, ad un bambino portato fronte strada in città o in un centro commerciale!). L’adulto continua ad essere per lui una protezione, un filtro, un contenimento. Il bambino può rifugiarsi, al bisogno, nella fascia porta bebè o nel marsupio a stretto contatto con il corpo del portatore, ritrovando quello spazio intimo sicuro di cui ha bisogno.

Si può portare il bambino fronte strada?

Portare i bambini nella fascia porta bebè o nel marsupio rivolti in avanti è una pratica molto diffusa, soprattutto con i marsupi tradizionali.

Forse non tutti sanno, però, che è una modalità altamente sconsigliata dagli esperti di Babywearing. Soprattutto se praticata per lunghi periodi!

Eccone le principali motivazioni:

   ·  La schiena del bambino, appoggiata al tronco del genitore, assume una posizione non fisiologica e si inarca. La colonna vertebrale del neonato dovrebbe poter sempre mantenere la naturale curvatura a C (così come nel ventre materno e nelle classiche posizioni nella fascia porta bebè o marsupio ergonomico). Soprattutto con i neonati ancora molto piccoli il rischio di sovraccarico precoce della colonna è reale.

   ·  Il bambino non ha appoggi: la testa deve rimanere sempre eretta, le mani e i piedi non trovano punti in cui ancorarsi. E il piccolo non ha modo di rilassarsi e di godersi il babywearing come momento di riposo, se ne ha bisogno.

   ·  Le sue gambine, senza appoggio, rimangono penzoloni: inevitabilmente, anca e femore assumono una posizione fisiologicamente e ormai diffusamente riconosciuta come scorretta.

   ·  Tutto il suo peso viene scaricato direttamente nella zona genitale.

   ·  Il bambino è completamente esposto agli stimoli che riceve e il genitore, che non ha modo di vederlo in viso, non può accorgersi di ciò che succede, venendo meno al suo ruolo di filtro e contenimento: il piccolo non può in alcun modo proteggersi da ciò che vede, sente, lo investe (anche solo dalla luce del sole!). Il suo plesso solare (la zona delle emozioni) al posto di essere protetta è esposta e sovrastimolata.

Ma i bambini tra 3-6 mesi sono molto curiosi e coraggiosi, gli piace rivolgersi al mondo esterno e allora puoi provare la legatura sul fianco o la legatura alta sulla schiena.

Puoi provare ad utilizzare la legatura fronte-strada per periodi brevi con la fascia preparata a croce che permette di inserire i bambini fronte strada, ma bisogna prestare attenzione a due particolari: prima si inseriscono le gambe in modo di avere l'incrocio in mezzo e anche le braccia del bambino vanno inserite sotto la fascia per evitare eventuale caduta in avanti. Poi la schiena del bambino va incurvata in modo che le gambe si alzino davanti, come se stesse seduto. Cosi la schiena viene leggermente incurvata e si ottiene una posizione raccomandabile dal punto di vista ortopedico.

Ogni bambino ha i suoi tempi e, come tali, vanno rispettati. E’ importante dargli la possibilità di affrontare il mondo per gradi, accompagnandolo in questa esplorazione da una base sicura e conosciuta.

Perché portare i bambini è “accompagnarli” nel mondo.

 

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