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TRATTO DA: www.autosvezzamento.it

Cos’è?

Autosvezzamento è il termine inesatto ma semplice e immediato per indicare l’alimentazione complementare a richiesta: il più naturale, sano e rispettoso modo per una naturale evoluzione dell’alimentazione dei bambini dall’allattamento ai solidi, guidandoli attraverso il lento e graduale passaggioda una dieta a base di solo latte materno o artificiale all’universo dei cibi “dei grandi” per uno svezzamento senza traumi.

Autosvezzamento è vivere pasti sereni in armonia con tutta la famiglia, pasti durante i quali si mangia tutti assieme e si condivide il piacere della tavola, con tutti i risvolti educativi e culturali che il cibo porta con sé.

Autosvezzamento è lasciare ogni cosa a suo tempo: per introdurlo al mondo dei solidi, lascia che tuo figlio abbia innanzitutto perso il riflesso di estrusione (ovvero quello che fa tirare fuori la lingua se si stimola la bocca, necessario per la suzione al seno, e che molti confondono con l”abitudine al cucchiaino”), che sia capace di stare seduto senza aiuto e che mostri interesse verso quello che i grandi fanno a tavola durante i pasti. Questi sono i segnali che indicano che i bambini sono pronti ad affacciarsi al mondo dei solidi. Ciò avviene di norma attorno ai 6 mesi, a volte poco prima, in molti casi dopo.

L’alimento principale, la base della dieta del bambino, rimane il latte. Ecco perché si parla di alimentazione complementare. Ma mentre tuo figlio continuerà ad assumere dal latte tutto ciò che al suo organismo risulta necessario, imparerà a conoscere i cibi. Forme, odori, sapori, consistenze.

Autosvezzamento è mangiare tutti più sano: per condividere il pasto con il loro bambino ed essere certi di offrirgli la cosa giusta, i genitori vengono stimolati a cucinare sano, per se stessi e quindi per i loro figli, e offrire pasti bilanciati.

Autosvezzamento è rispetto del bambino, delle sue scelte, dei suoi gusti, della sua sazietà e dei suoi no. Rispetto della tranquillità dei pasti, dei genitori e quindi dei figli. Niente pianti perché “non mi mangia”, perché non vuole questo o non vuole quello. Niente stress perché “non ha finito la sua pappa, come farà a reggersi in piedi?”. Niente improbabili scenette per tentare di fargli aprire la bocca e mangiare. I bambini hanno la capacità diautoregolarsi e dobbiamo solo imparare a rispettarli e dare loro fiducia.

Il cibo può essere sminuzzato per facilitare loro la masticazione (Piermarini) o offerto com’è, in forma di striscette e bastoncini che loro succhiano e mordicchiano (Rapley). Aumentando le capacità manuali e masticatorie (sì, masticano anche senza denti) e imparando che il cibo riempie la pancia, la quantità di cibo assunta sarà sempre maggiore, e nel tempo calerà la richiesta di latte. Tutto avviene in maniera molto molto graduale.

 

“Immagina di avere sei mesi: ti stai divertendo a copiare tutto quello che fa la tua famiglia e vuoi afferrare ciò che loro hanno in mano per scoprire che cos’è. Quando guardi i tuoi genitori che mangiano ti affascinano gli odori, le forme e i colori. Tu non lo sai che stanno mangiando perché hanno fame, ma vuoi semplicemente provare a fare quello che fanno loro, qualunque cosa essa sia; è così che impari. Tuttavia, invece di permetterti di unirti a loro, i tuoi genitori continuano a metterti in bocca una qualche poltiglia con un cucchiaino. La poltiglia ha sempre la stessa consistenza, ma il sapore sembra variare: a volte è buono, altre no. Se sei fortunato te la faranno vedere, ma raramente permetteranno che tu la tocchi. A volte sembrano avere fretta, altre ti fanno aspettare prima di darti il boccone successivo. Quando sputi ciò che ti hanno dato perché ti hanno preso di sorpresa (o magari per vedere che aspetto ha) lo raccolgono il più velocemente possibile e te lo rificcano in bocca. Tu non hai ancora imparato che questa poltiglia ti riempie il pancino, così se hai fame ti irriti perché tutto quello che vuoi è una bella poppata. Magari se non hai tanta fame e la poltiglia è buona stai al gioco, ma rimani comunque curioso di sapere gli altri cosa stanno facendo e vorresti che permettessero di farlo anche a te.”

G. Rapley, T. Murkett, Baby Led Weaning (ovvero, Svezzamento pilotato dal bambino, NdT), p.30

Traduzione di Andrea Re

 

Cosa mi serve?

Per fare autosvezzamento non serve fare acquisti particolari.

Tutto quello di cui potresti aver bisogno probabilmente lo hai già in casa o lo puoi riadattare con facilità alle tue esigenze.

Qui di seguito sono elencati alcuni consigli e “dritte” che ti potrebbero essere utili per iniziare.
Ma vedrai che ben presto, insieme a tuo figlio, troverete la maniera “tutta vostra”, quella perfetta per la vostra famiglia!

Quindi, cosa mi serve?

·               Le gambe di mamma o papà su cui sedersi sono la più economica delle soluzioni, ma anche un seggiolone ti potrà esser utile. Scegline uno che sia il più facile da pulire che riesci a trovare, senza fronzoli, anfratti, pieghe nascoste, stoffe ecc… e che si smonti e rimonti facilmente dopo averlo pulito. Assicurati che il vassoio sia rimovibile: è importante poter stare seduti a tavola tutti insieme senza un pezzo di plastica o di legno a tenervi lontani. Se poi questo seggiolone è molto economico (e ce ne sono), meglio!
Anche un seggiolino da attaccare al tavolo o un alzasedia andranno bene, a seconda delle preferenze personali.

·               Uno strofinaccio da cucina di quelli grandi, o un telo di plastica o della carta di giornale per gestire il cibo che finisce per terra, ottimo non tanto per proteggere il pavimento, quanto per poter raccogliere e rimettere in tavola quello che è caduto o è stato lanciato.

·               Uno stock di bavaglini belli coprenti, magari con le maniche, alias grembiulini, per lasciarlo libero di sperimentare in libertà e impiastrarsi fino alle orecchie senza che l’immagine della pila di panni da lavare si metta tra voi e il bello del godersi un pasto tranquillo!
Una soluzione super economica? Una vecchia maglietta a cui avete dato una bella sforbiciata per farla diventare della lunghezza giusta.

·               Se volete, un bicchierino a misura di bambino, magari infrangibile in attesa che terminino gli inevitabili lanci (volontari o involontari), o un bicchiere col beccuccio se preferite. Il biberon non è necessario, anzi… Ma sta a voi e soprattutto alle preferenze del vostro bambino.

·               Più avanti, quando inizierà a mostrare di volerle usare, delle posate che siano maneggevoli e leggere.
Basta un cucchiaino per cucchiaio e magari una forchettina da dolce. Non sono necessari acquisti specifici.

·               Un bambino :-)


 

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